VanniGio/ Ottobre 15, 2012/ Pensieri/ 0 comments

In un momento così duro per l’economia in generale e per le nostre attività in particolare è necessario non sentirsi soli. Parlando di lavoro come ben immaginate le vostre angosce sono inevitabilmente le mie angosce, i vostri problemi non possono che essere i miei problemi. Certe volte ci sentiamo soli ed inappropriati al ruolo che stiamo svolgendo, ma stavolta non si tratta di capacità nel condurre gli affari; la crisi, questa dannata crisi, sta colpendo tutti e nessuno deve sentirsi in colpa per i guai che gli stanno capitando, questi non devono essere vissuti come un fallimento personale. In tante occasioni abbiamo dimostrato le nostre capacità, abbiamo saputo tenere dritta la prua della nostra azienda piccola o grande che fosse. Questa volta siamo in presenza della “tempesta perfetta” e per quanti sforzi tutti stiamo facendo, per quanta professionalità tutti ci stiamo mettendo è inevitabile ritrovarsi in balia delle onde. Non dobbiamo mollare, dobbiamo rispondere ad ogni avversità facendo tutti gli sforzi per mantenere dritta la barra del timone, dobbiamo scrutare fra i flutti in cerca delle altre barche per capire quale sia il modo migliore di prendere la prossima onda, perché ci sarà sicuramente una prossima onda.

Ogni altra barca che riusciremo a scorgere ci dirà che non siamo soli ed ogni volta che una sparirà nel mare sarà un colpo alla nostra speranza ed alla nostra possibilità di farcela. Per se e per gli altri ognuno di noi è tenuto a fare il massimo sforzo per uscire dalla tempesta che, seppur perfetta, prima o poi finirà. Dobbiamo sostenere le altre barche perché anche attraverso di loro passa la nostra salvezza.

Per dare concretezza alle parole intendo ridurre del 3% gli onorari che il mio studio fatturerà nel terzo trimestre del 2012, conscio che questo non risolverà certamente i problemi di nessuno ma è il mio modo per contribuire ad affrontare questa tempesta ed indicare come prendere la prossima onda.

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