VanniGio/ Ottobre 16, 2012/ Pensieri/ 0 comments

Ieri sera abbiamo assistito in diretta tivù all’annuncio di una scoperta scientifica di notevole valore. È stata scoperta una malformazione nel genoma dei calciatori mugellani. La notizia ha creato un certo scompiglio nella comunità scientifica, sia per il valore della stessa e sia perché non proveniente dagli ambienti asettici di un laboratorio universitario, ma piuttosto da uno spogliatoio malconcio di una squadra locale.

Il portavoce scientifico di questa importante scoperta è stato l’allenatore della locale formazione calcistica. Con dati, nomi e numeri ha rivelato che nel genoma del giovane calciatore mugellano si annida un gene di cui non si trova traccia negli altri giocatori: quello dello scarso attaccamento alla maglia e poco interesse per lo sport.

La notizia è stata ripresa immediatamente dalle agenzie che hanno riportato ulteriori precisazioni del mister scienziato. Sembra infatti che i giocatori affetti da tale difetto genetico debbano la propria condizione ai genitori, a loro volta mancanti del gene educativo e pertanto, secondo la teoria evoluzionistica, responsabili del caso. Due intere annate di giovani calciatori analizzati dall’equipe del mister si sono rivelati affetti da tale difetto genetico, a riprova sono stati portati i dati dei test effettuati. I risultati sembrano non lasciare dubbi. Lo sfogo apparso di recente su un giornale da parte del mister era evidentemente teso alla ricerca scientifica, si lamentava del fatto che nel Mugello nelle annate ’94 e ’95 non si trovano più cavie che vogliano sacrificarsi per la scienza. La società sportiva attraverso il suo presidente fa sapere che è suo preciso impegno sostenere la ricerca scientifica.

UCLA – Christian Grey

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