VanniGio/ Febbraio 20, 2013/ Pensieri/ 3 comments

Giovanni Incagli

Giovanni Incagli

Meno quattro al voto e tante sono le persone che ancora non hanno trovato casa nel caotico panorama politico. Inutile star qui a raccontare quanto tutti siamo sconcertati, delusi e nauseati dalla politica. Domenica e lunedi dovremo scrivere qualcosa su quelle schede e quindi provo a fare il mio endorsment. Naturalmente non ho alcuna intenzione di convince nessuno, ma solo quella di dare il mio personale punto di vista e dire chiaramente per chi voterò e perché.

La decisione di scrivere questo pezzo l’ho maturata in questi giorni, leggendo su internet e in particolar modo su facebook molti commenti a fatti e uomini politici. Commenti a volte ironici, spesso rabbiosi, sempre comunque di parte. Ho notato però che nessuno ha chiaramente scritto per chi avrebbe votato e perché lo avrebbe fatto. Credo faccia parte del nostro essere italiani, sparare da dietro i cespugli ci viene meglio che dichiarare apertamente il nostro voto. Prima di esporci consideriamo sempre quello che penseranno gli altri di noi. Rimanere in bilico dicendo e non dicendo per non dar da pensare ai nostri clienti, ai nostri vicini, ai nostri amici  e via dicendo è più facile. Avendo notato questo atteggiamento ho pensato di provare io per primo a cambiare e fare coming out … no non quel coming out, sto parlando di politica e quindi esternazione della propria idea.

L’idea politica di un uomo, naturalmente, è legata a molti fattori compresa ineluttabilmente la sua educazione, pertanto un cenno è necessario darlo affinché chi legge possa avere anche gli strumenti giusti per affrontare criticamente quanto affermerò.

Esiste un fatto nella mia famiglia che ha segnato le nostre idee almeno fino alla mia generazione. L’8 settembre 1943 mio nonno, una moglie malata, due figli piccoli da mantenere, camionista, fascista quanto tutto il resto del paese lo era a quell’epoca, stava trasportando un carico di legna sulla salita di San Donato. La notizia, poi risultata del tutto infondata della caduta del fascismo, aveva creato molta confusione e voglia di vendetta nel paese e quel camion che andava lento sulla salita fu fermato da sedicenti comunisti, il suo conducente picchiato a sangue perché reo di lavorare in quelle ore di festa e quindi esplicitamente solidale con il regime. Invece doveva solo mantenere la sua famiglia.

Capirete che nella mia educazione il termine comunista ha sempre voluto dire sangue. Ho voluto raccontarlo per dar modo a chi vorrà di considerare di parte le mie idee: cioè idee partigiane per l’appunto.

Ma veniamo al dunque. Credo che dobbiamo augurarci tutti di avere un governo forte martedì mattina e che quindi sia necessario leggere secondo questo criterio il voto da esprimere. Gli schieramenti in campo sono rappresentati dai loro leader e di questi parlerò.

Monti: non c’è dubbio che faccia parte del sangue blu della società italiana, ha giustamente poco appeal sulle fasce più basse e avrà sempre un occhio di riguardo per il suo mondo di provenienza. In compenso ha una forte credibilità internazionale che non fa certo scomodo dopo gli anni del berlusconismo. Gli si rinfaccia di aver aumentato le tasse senza tagliare la spesa. A mio avviso nell’anno in cui ha governato non poteva fare molto di più, l’aumento delle tasse era inevitabile per non fare la fine della Grecia. Sul lato della spending review avrebbe potuto fare di effettivamente meglio. Avrebbe potuto dare qualche segnale sui tagli specialmente nei primissimi giorni del suo governo quando difficilmente PD e PDL si sarebbero ribellati. Sarebbe stato solo un segnale ma ci voleva, oggi ci sarebbero meno grillini e sarebbe più forte. Errore.

Giannino: lo seguo per radio quasi quotidianamente da molti anni, leggo i suoi articoli su Wired e sono stato ad un suo incontro a Siena prima della sua discesa in campo posso dire di conoscerne il pensiero e ne ammiro la coerenza nel tempo. Fino a ieri, giorno della sputtanatura con il master fantasma, era il mio candidato preferito, politicamente il più vicino alle mie idee liberiste e liberali. Un uomo pragmatico, scevro da condizionamenti politici preconcetti, insomma mi piaceva. Fino a ieri l’unico neo era costituito dal fatto che gli ultimi sondaggi non gli davano il 4% di consensi necessario per entrare in Parlamento, oggi purtroppo si è aggiunto il peccato, sicuramente veniale rispetto a quelli dei suoi competitors, ma che lui non si poteva permettere. Volendo rappresentare criteri di scelta meritocratica in discontinuità con quanto fatto fino ad oggi dalla politica mentire sui suoi studi è stato veramente sciocco. Se avrà costanza e coerenza in poco tempo ci saremo dimenticati del suo piccolo peccato e credo sarà una risorsa per le prossime elezioni. Stavolta non lo voto.

Grillo: ha avuto vita facile, trovare difetti a questa classe politica era davvero semplice. Il suo merito è quello di averlo fatto in maniera organizzata. A mio modo di pensare una volta che ha finito di urlare rimane ben poco. Nessuno, compresi molti di quelli che lo voteranno, lo vorrebbero alla guida del paese. I contenuti della sua dottrina potrebbero andar bene alle isole Fiji, pochi abitanti ci si riunisce alla sera, al bar, e si discute del futuro dell’isola. Si chiede via email agli abitanti delle isole vicine se preferiscono andare a pesca al mattino oppure alla sera e si applicano le più trasparenti scelte democratiche. Considerato che il problema internazionale più rilevante potrebbe essere rappresentato dal controllo dei passaporti dei turisti anche un grillino potrebbe fare il ministro degli esteri. Ecco in un luogo così le idee di Grillo forse funzionerebbero, in Italia, Europa, Mondo civile: no. Grillo prenderà molti voti, credo più del 20% e farà il rompiballe in Parlamento. Lo farà finché i suoi rappresentanti non saranno “comprati” uno ad uno dalla politica e allora finirà anche quel ruolo. Partito radicale docet.

Bersani: se andate a vedere su wikipedia scoprirete … non scoprirete niente perché Bersani è quello che si vede non c’è niente da scoprire. Non a caso fra gli “Sgommati” viene rappresentato in grigio, gli altri sono tutti colorati, lui è in bianco e nero. Potete riprendere la storia di mio nonno e dire che non sono obiettivo ed io l’accetto, ma Bersani rimane incolore. E’ stato all’opposizione dei governi Berlusconi e non essere riuscito a limitarne i danni è una colpa grave. Ci vuole carisma, e forza, e idee anche a fare l’opposizione e lui (loro) non hanno dimostrato niente di tutto ciò. Hanno invece partecipato alla spartizione dei rimborsi elettorali senza indignarsi, senza dimettersi, senza scioperare. Troppo facile dire io non governavo, gli erano chiesti atti di coraggio che non hanno saputo ne voluto fare. Non sono credibili.  La sinistra ha avuto la possibilità di cambiare il nostro paese attraverso le primarie. Se avesse vinto Renzi avrebbe raccolto i voti da destra e da sinistra dando vita alla vera novità politica in Italia, seconda solo alla scelta Repubblicana del 1946. Ma è la sinistra Tafaziana che gode nel perdere che non ce l’ha fatta neanche stavolta a non essere “comunista” nell’indole. Le rendo il merito di aver fatto un passo avanti, e alle prossime elezioni forse …

Li voterò quando avranno perso definitivamente l’istinto comunista, lo so che non vogliono sentirselo dire ma ancora è così. Positivo che siano in cammino.

Berlusconi : molti ancora non credono che io non sia berlusconiano. Chi mi conosce sa che l’ho sempre criticato fin dalla sua discesa in campo. Ritenevo già all’epoca che fosse una contraddizione in termini l’assunto berlusconiano che un imprenditore fosse per forza di cose un ottimo statista. L’imprenditore è un individualista, egoista che mira all’utile della sua azienda mentre lo statista deve essere un altruista, generoso che mira al bene della collettività anche a discapito della sua azienda. Molti pensavano ha fatto bene per le sue aziende farà bene anche per l’Italia, invece ha solo continuato a far bene per le sue aziende a discapito dell’Italia. Credo che dopo tutti questi anni Berlusconi sia quanto di peggio ci sia oggi nel panorama politico nazionale. Moralmente inaccettabile, internazionalmente  impresentabile,  politicamente pericoloso credo che non ci siano scuse per poterlo votare. Non vale più nei suoi confronti neanche la convinzione che gli altri siano peggio di lui, peggio di lui non c’è niente; politicamente parlando. Non mi vergogno a dire che in qualche tornata elettorale l’ho votato per opportunità politiche contingenti, oppure perché il candidato che si presentava lo conoscevo personalmente.

Vendola: Non mi piace perché è un comunista vero. Nasce comunista e nel crescere lo è diventato sempre di più. Sfrutta la sua omosessualità per fare carriera politica. Sta sempre a sinistra del PCI finchè c’è, poi entra in Rifondazione Comunista, morta Rifondazione, essendo indubbiamente un politico di razza, si inventa Sinistra Ecologia Libertà. Secondo il mio modo di vedere non c’è qualcosa di più demagogico ed utopico di questa sigla. Avrà un ruolo primario nel prossimo governo, lo stesso che ebbe in quello di Prodi, lo farà cadere.

Endorsment

Credo di aver parlato di tutti e tirando le somme confesso che voterò per Monti. La scelta è ragionata. Sicuramente non vincerà, ma certamente sarà in Parlamento quindi il voto sarà utile. Sarà utile per equilibrare un governo della sinistra che rischia con Vendola una deriva post comunista anacronistica. Monti equilibrerà quel governo, gli darà uno spessore internazionale e probabilmente riuscirà anche a dare un leggero colorito ad un premier grigio e provinciale come Bersani. Ma il bello deve venire. Il governo così costituito non durerà

molto. Immaginatevi un consiglio dei ministri con Vendola, Fini e Casini c’è solo da chiedersi chi uscirà per primo. Ci saranno nuove elezioni, il PD visto il pessimo risultato di Bersani si deciderà a fare il passaggio che gli manca, dimenticarsi di essere stati comunisti. A gran voce il premier sarà Renzi che raccoglierà i voti sia del centro destra che del centro sinistra vincerà le elezioni avendo la maggioranza da solo e potrà governare per cinque anni, vigilato dai grillini non transfughi e dalla coalizione di destra guidata da Monti. Si accettano scommesse.

 

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3 Comments

  1. Grande Giovanni bello il blog e un gran bel pezzo !! Sei forte !!

  2. Analisi ammirabile…. il tutto non fa una piega..o molte poche… ed è probabile che la scommessa la vincerai…
    Trovo molte assonanze tra i tuoi ed i miei pensieri…. ma….. io voterò Giannino (al di là del suo peccato veniale e al di là di quanto servirà questo mio voto effettivamente in una tornata elettorale come questa).

  3. analisi lucida e non conformista … aggiungo giovanni , per ulteriore contributo , che Giannino ha cercato l’accordo con Monti fino a poche ore prima della apertura della campagna elettorale …. si è anche lamentato sulla stampa di non essere stato ricevuto da Monti …. si poteva evitare questa spaccatura a vantaggio di entrambi (Giannino in coalizione avrebbe raggiunto comodamente il quorum per entrare in parlamento) … peccato … ciao Francesco

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