Category Archives: Storie

Artù – La festa (terza puntata)

Artù – La festa (terza puntata)

Anche stamani mi sono avvicinato alla gabbia e Artù era sempre lì. Gli ho rimesso un po’ di miglio nelle mangiatoie e dell’acqua fresca, perchè con la festa di ieri era tutto vuoto. Si, ieri c’è stata gran festa, con miglio a volontà, acqua pulita e polverina bianca (osso di seppia ndr). I primi passeri si erano avventurati nella gabbia con circospezione, quasi chiedendo permesso, poi visto il padrone di casa accondiscendente si erano fatti più intraprendenti ed anzi hanno iniziato ad invitare amici e amici degli amici fino a che la gabbia non è diventata una vera e propria bolgia infernale. Si è assistito da parte delle passere e dei passeri più “di fuori” a spogliarelli improvvisati e risse, non per forza in questo ordine. Hanno strillato, saltato, ballato fino all’imbrunire pinzi di miglio, ubriachi di acqua pura e fatti di osso di seppia. Hanno mangiato e bevuto tutto e sporcando fino all’inverosimile la gabbia di Artù. Lui cercava di divertirsi senza troppa convinzione. L’ho visto rifiutare le avances di più di una passera ubriaca ed improvvisare qualche imbarazzato passo di danza insieme a passeri alterati dall’abbondanza di sostanze. Stamani è di nuovo solo, finito il mangiare ed il bere nemmeno un passero, tantomeno passere. Comunque inutile illudersi quando un amore finisce non sono gli amici e le feste quello che manca. Ho preso in mano lo sportellino della gabbia per richiuderlo, tanto per ora Artù non sembra volersene andare, ma lui mi ha guardato scuotendo in segno di negazione la testa. – Ah allora hai deciso, te ne vai. Gli ho detto convinto. Lui mi ha risposto mesto: – No,

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Artù – la verità

Artù – la verità

Artù mi sta stupendo nonostante gli sia stata fatta la grazia (vedi post di stamani) continua a rimanere nella sua gabbia aperta tirando avanti la vita esattamente come ha fatto per qualche anno in precedenza. Incuriosito dal suo atteggiamento sono tornato più volte a vedere cosa facesse, e l’ho trovato a pulirsi il becco alle sbarre, a mangiare, a bere, a lisciarsi le penne, comunque sempre ben lontano dalle porte aperte della gabbia. Quasi non volesse neanche essere tentato. Quelli che invece non hanno paura affatto anzi godono della nuova situazione sono i passerotti che entrano ed escono dalla gabbia andando a mangiare nelle mangiatoie ancora ben fornite di Artù. Volevo capire, mi son seduto accanto alla gabbia, l’ho chiamato e lui si è girato salutandomi un po’ distrattamente. Gli ho chiesto come andasse, l’abbozzo di un piccolo sorriso e l’oscillazione dell’estremità dell’ala destra valevano un “- Insomma …”. Ho insistito – I cacciatori erano una scusa?. Il suo sguardo perso nell’infinito ed il suo silenzio sono stati sufficienti per farmi capire che avevo colto nel segno. – È per la storia di Onda ? Ho azzardato, fingendo distrazione. Alla parola Onda ha avuto un sussulto e per mascherare il moto avuto, è saltato all’abbeveratoio ed ha inzuppato il becco nell’acqua. Ho notato però che anche mentre faceva finta di bere mi guardava di lato, come chi pur ostentando disinteresse vuole che la discussione vada avanti. Sono stato al gioco. – Lo sai come son fatte le femmine. Magari torna. Se ti ha detto che il merlo è solo un amico perchè non dovresti crederci. Ti ha mai raccontato cazzate ? Artù

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