VanniGio/ Febbraio 23, 2013/ Pensieri/ 0 comments

Sede del MPS a SienaOggi il New York Times si occupa della Toscana. Purtroppo più che dei bei paesaggi, del cibo saporito e dei magnifici vini, scrive del Monte dei Paschi.

L’articolo riporta come la più antica banca ancora in funzione, oltre cinquecentoquaranta anni di storia, sia stata messa in ginocchio dalla finanzia del XXI secolo. Descrive come la Fondazione abbia agito in città come un vero e proprio governo ombra nell’ultimo decennio. Riporta la preoccupazione della città per quello che succederà senza i soldi del Monte. Il giornale attraverso le voci del presidente della misericordia e della responsabile di una cooperativa sociale sottolinea come i fondi che una volta il “Babbo Monte” distribuiva a pioggia sulla città per la salute, per i poveri, per gli asili nido, per lo sport oggi non ci siano più.

Non lo scrivono chiaro al New York Times ma lasciano chiaramente intendere come degli errori del Monte, e delle sue speculazioni mancate ne paghino le conseguenze le fasce più povere, deboli e bisognose della città.

Il chairman Profumo afferma che: “ Chiaramente molte banche di investimento hanno fatto molti soldi con il Monte dei Paschi, vorrei dire troppi soldi”. Ma il giornale non sembra dare molto credito a questa versione, anche perché le banche a cui fa riferimento Profumo sono americane. Il giornale è più propenso ad attribuire il fiasco alla consuetudine delle banche europee ad essere controllate da politici, i quali distribuiscono mutui e lavoro in cambio di voti, oppure sponsorizzano attività sociali e caritatevoli per comprare riconoscenza. Riportando anche l’esempio dell’ AC Siena l’articolo istituisce un parallelismo con la pratica degli imperatori romani per tenere sottomessi i cittadini di Roma: pane e giochi (bread and circuses). Non sfugge al quotidiano newyorkese la connection fra il Monte ed il Partito Democratico, lo dicono gli americani non il PDL, evidenziando  “che per decenni è stata la forza politica dominate in città”. Indicano l’acquisizione di Antoveneta, che era considerata un’operazione stupida (foolish), come il punto d’inizio del disastro che ha notevolmente indebolito la banca fondata nel 1472, ben venti anni prima che Colombo spiegasse loro dove avrebbero costruito la loro città.

L’articolo dipinge il management del MPS, di provenienza politica, come dei piccoli sprovveduti che volendo giocare nella finanza mondiale sono stati, pur seguendo le regole, spennati da vecchi volponi delle piazze internazionali, quali JPMorgan (americani), Nomura (giapponesi), Deutsche Bank (tedeschi).

Il rammarico è che non ci considerano neanche ladri ma solo foolish.

La cosa che ci può permettere di risollevare la testa e tornare ad essere un paese rispettato è la consapevolezza che quando un italiano nel 1492 spiegò loro dove potevano andare a costruire un nuovo paese altri italiani avevano già fondato il Monte dei Paschi da venti anni.

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